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Scoperte di design al Salone del Mobile 2018: la mia TOP 10

Ciao design lovers!

Sono appena tornata dalla Milano Design Week (16-22 Aprile). Come al solito, si svolgeva in due parti: Salone del Mobile 2018 (Fiera di Rho) e Fuorisalone 2018 (sparpagliato in tutta la città).

Se mi segui su Instagram sai quanto questo evento sia importante per me. E sai anche che uno dei miei insegnanti, nel 2013, ha detto che agli studenti di interior design era permesso sniffare cocaina nel caso avessero avuto bisogno di extra energia per riuscire a vedere tutto! Ovviamente scherzava, ma questo ti dà un’idea di quanta attenzione noi designer riponiamo sulla settimana più importante dell’anno.

Salone del Mobile 2018

Sono andata in fiera a Rho martedì 17 ed ero molto emozionata perché stavo per intervistare Paola Navone alle 11:30. Ed era un momento molto importante per me. Non avevo mai intervistato nessuno prima e lei è un pilastro del design italiano quindi ero tutta eccitata. Ho ricevuto questa grande opportunità grazie ad Elisabetta di Italianbark, che sta scrivendo un fantastico e-book sulla Milano Design Week 2018 e mi ha chiesto di aiutarla con le interviste. Ovviamente ho accettato immediatamente 😉

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Courtesy of Salone del Mobile, Milano. © Diego Ravier

L’inizio è stato più bello del previsto. Mentre facevo la fila per ottenere il mio ingresso stampa (ho dimenticato di fare l’accredito online!) ho incontrato Marita di Lost in Design. La conoscevo perché ho letto spesso il suo blog e lei ha ricnosciuto i miei biglietti da visita Italianbark, quindi abbiamo iniziato a chiacchierare. È stata così gentile da farmi vedere la sala stampa e raccontarmi un po’ della sua esperienza, sia come architetto d’interni sia come blogger (due cose che sto ancora imparando a far convivere!). Lei però è anche mamma, non so come faccia a fare tutto (forse c’è un superpotere che si sviluppa quando si diventa mamma?).

Ad ogni modo, ancora una volta mi sono sentita parte di una comunità (questo capita spesso quando si inizia a scrivere un blog, soprattutto nell’industria degli interni, credo). Ed ero felice e pronta per iniziare la mia giornata in fiera.

Una piccola premessa…

Quest’anno ho visto la settimana del design sotto una nuova luce: come blogger sapevo che non sarei andata lì solo per prendere ispirazione, ma anche per condividere le mie scoperte con voi. Non ho l’ambizione di segnalare tutti i must-see. Quello che voglio offrire è il mio punto di vista come architetto d’interni. Continua a leggere se vuoi la mia onesta opinione e scoprire cosa userei in veri progetti d’interni.

Ed eccola qui:

La mia lista delle TOP 10 scoperte di design al Salone del Mobile 2018

 

1. Gervasoni

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©Gervasoni

Carve 07 di Paola Navone

Ok, questo può sembrare ovvio, ma lo scriverò comunque: quando intervisti un designer scopri MOLTO di più sul suo lavoro!

Ad esempio, quando la PR mi ha mostrato la nuova collezione, sono stata immediatamente attratta da questa poltrona super carina. Trovo la forma organica in contrasto con il legno nero davvero intrigante. La PR ha detto che dovrebbe sembrare una scultura, un pezzo unico, e in realtà è così. Ma poi ho parlato con Paola Navone che l’ha progettata (ha disegnato tutti i pezzi di Gervasoni) e mi ha detto molto di più. Infatti, pur essendo un pezzo di ispirazione africana, ha capito come farlo solo dopo un viaggio in Cina, dove ha scoperto una tecnica speciale per intagliare il legno.

Non ho intenzione di spoilerare tutto (ti lascio il piacere di leggere l’intervista completa nell’e-book) ma diciamo che sono rimasta sorpresa e ispirata dalla sua incredibile voglia di viaggiare e scoprire diversi modi di fare design. Ma lei non si ferma qui, prende tutte le scoperte e le mette insieme per creare qualcosa di completamente nuovo. Qualcosa che prima non esisteva. Come giovane designer, considero questa la lezione più importante della Milano Design Week 2018 e voglio fare lo stesso nella mia carriera. Può sembrare scontato ma secondo me non lo è.

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2. Diesel Living

Questo è stato facile: io AMO Diesel Living, onestamente ho un debole per questo marchio. Non hanno paura di usare il nero e realizzano pezzi di lusso che sono allo stesso tempo innovativi, stravaganti ma non troppo e dal sapore rock. Come non amarli?

Al Salone del Mobile 2018, hanno creato uno stand fatto di diverse sale con il tema comune di un hotel messicano. Volevano che esplorassimo cosa vuol dire essere ospiti di Diesel.

Stud black wood floor – Diesel con Berti

Il mio pezzo preferito è stato il pavimento di legno nero. L’avevo già visto nel catalogo mentre ero a Londra e mi stavo già chiedendo come convincere i miei clienti a comprarlo. La fiera è stata la mia opportunità di vederlo installato e ora posso dire che mi piace ancora di più!

© Diesel Living

Lo descrivono come “Quadrotte in legno caratterizzate da intarsi geometrici che richiamano borchie e rivetti tipici del Denim. Un pezzo esclusivo di gamma alta, che interpreta decori classici in versione rock“.

WreckingBall pendants – Diesel con Foscarini

Right image © Diesel Living

Un altro pezzo con una personalità importante è la lampada WreckingBall. Quando spenta, sembra puro metallo e la lampada svanisce. La sfera di vetro si trasforma in una lampada e in luce quando è accesa. La catena è ricoperta da tubi di tessuto: un altro segno di carattere urbano, un ricordo delle catene utilizzate per bloccare le motociclette.

Ancora una volta, temi classici e segni urbani si mescolano in un cocktail di assoluto spirito rock.

Iron Maden table – Diesel con Moroso

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Il tavolo Iron Maden (seriamente, quanto è bello il nome?) è stato presentato nella “Never-ending Lounge” dove un divano incredibilmente lungo ha attirato l’attenzione di tutti. In effetti, era impossibile fare una fotografia dove non ci fossero persone 🙂

3. House of Finn Juhl

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© House of Finn Juhl

Se hai visitato il Salone del Mobile almeno una volta nella vita, sai che di solito arriva un momento (intorno alle 17:30) quando inizi a sentirti veramente stanco, chiedendoti se c’è qualcos’altro che puoi ancora vedere negli ultimi 15 minuti prima di correre verso la metropolitana. E sperare di salirci un paio di minuti prima di tutti gli altri. Ero in questo preciso stato d’animo quando sono passata davanti allo stand di Finn Juhl, e i mobili erano così particolari che mi sono fermata a guardarli.

© House of Finn Juhl

Mi è piaciuto un sacco il loro design in stile Mid-century, con un tocco di stile giapponese. Un mix veramente insolito!

Ho chiesto al PR il quale mi ha raccontato una storia bellissima: i pezzi sono un design vintage che è stato presentato per la prima volta al pubblico nel 1948. Il designer tedesco – Finn Juhl – è stato dichiarato in quell’occasione “il designer di mobili più fantasioso”. La sua attenzione ai dettagli era pazzesca, credeva che si potesse sperimentare e raggiungere l’interezza solo attraverso il più piccolo dei dettagli. Le forme sono organiche, delicate e pensate per adattarsi al corpo e aiutarlo a riposare.

Finn Juhl era molto influenzato dallo stile giapponese cosa che per me è evidente. Ma sembra che le sue idee fossero troppo avanti per i suoi tempi e non abbia avuto un successo internazionale.

Il 2018 è sembrato il momento perfetto per riportare in vita questa gamma di mobili, speriamo che il mondo sia pronto ad accoglierli stavolta. Io lo sono.

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© House of Finn Juhl

4. Very Wood

Ho deciso di dare un’occhiata a questo stand perché era proprio accanto a Gervasoni, non sapevo che il marchio facesse effettivamente parte del gruppo Gervasoni. Guardando le nuove collezioni, c’è stato un pezzo che ha immediatamente catturato la mia attenzione: la sedia Filla 11 di Michele De Lucchi.

Filla 11 by MIchele De Lucchi

“Filla sta per clorofilla e significa proprio foglia. E’ una seduta leggera in legno di frassino, le cui gambe posteriori si biforcano come rami a sorreggere le due grandi foglie che compongono lo schienale. È un oggetto che richiama alla mente l’importanza del respiro, dell’aria pura, delle piante verdi che silenziose e con animo benevolo liberano ossigeno nell’atmosfera” – Michele De Lucchi

Quello che mi piace di questa sedia è che i riferimenti organici sono allo stesso tempo evidenti ma non letterali. Inoltre, la sedia è super comoda: ero preoccupata di sentire lo spacco della parte posteriore fra le costole a dire il vero. Quello che succede quando ci si siede invece è che sorprendentemente si percepisce lo schienale come un pezzo unico, solo più flessibile. Quindi più comodo. L’ho trovato così interessante che ho dovuto aggiungerlo a questa lista!

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© Very Wood

5. Missoni Home

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Horoscope collection

Trovo sempre il tempo per Missoni Home quando visito il Salone del Mobile. Non ne sbagliano una.

Uno dei miei primi piccoli post sul blog riguardava infatti il Missoni Home stand al Salone del Mobile 2016.

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© Missoni Home

Quest’anno in fiera hanno presentato la collezione Horoscope, che è particolarmente bella. Si ispira a una serie di pannelli con i segni dell’oroscopo cinese, progettati da Piero Zuffi e acquistati da Ottavio Missoni negli anni ’80. Il vecchio design è ora tornato in vita in questa collezione.

Nelle schede ci sono anche alcuni ideogrammi, progettati con una delicata precisione geometrica e un bilanciamento del colore fra Yin & Yang. Sono state trasformate in un motivo tessile per copridivani, tende, tappeti, pouf e tessuti tattili. Le 12 tavole ispirate al calendario lunare sono state ricamate su cuscini di seta, plaid e coprisedie.

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6. Citco

© Citco

Hadriana table by Norman Foster

Ho trovato lo stand di Citco per caso. Non lo sapevo, ma dal 1990 lavorano con il marmo, con l’obiettivo di “spogliare il marmo del suo peso materiale e renderlo leggero, versatile, facile da modellare”. Sanno sicuramente come farlo.

Il mio approccio al design è abbastanza semplice: mi piacciono la qualità e l’innovazione. Non mi interessa quanto costa un prodotto, a patto che mi comunichi qualcosa. Faccio lo stesso con la moda: non ho assolutamente alcun problema nel mescolare i vestiti economici con pezzi firmati (quando li trovo in saldo però ahah!). Ma alla fine mi piace il mix. E sono sicura che gli esclusivi pezzi di marmo Citco sarebbero un elemento distintivo in qualsiasi progetto residenziale o commerciale.

Sono davvero di alto livello: edizioni limitate progettate da Norman Foster, Zaha Hadid, Daniel Libeskind e Jean Nouvel per nominarne alcuni. Onestamente, portano la lavorazione del marmo al suo livello successivo.

 

7. Kartell

Questo è assolutamente da vedere, e so che ho detto che non avrei fatto una lista degli stand da non perdere, ma sarebbe davvero una vergogna per me non visitare Kartell.

Quest’anno il loro stand ha ospitato una mostra chiamata Smart design for Smart people. C’era una serie di moodboard 3D (come le chiamo io). Otto piattaforme che supportano stampe, schermi con immagini di ispirazione, mobili, accessori, illuminazione e tessuti. Tutti insieme con un tema comune.

Quelli che mi sono piaciuti di più sono stati “outdoor”, “living” e “lights”.

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© Kartell

Il concetto alla base di questa mostra è che il mondo si sta evolvendo e sta diventando smart (intelligente): usiamo dispositivi intelligenti e siamo circondati da oggetti intelligenti, e il futuro sarà anche intelligente.

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© Kartell

È così che lo descrivono: “Il design diventa intelligente attraverso l’innovazione tecnologica, l’uso di oggetti e materiali usati, per spiegare questi temi chiave non c’è bisogno di elementi superflui o abbellimenti, ma solo di un linguaggio semplice”.

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© Kartell

Toy. Design Moschino di Jeremy Scott

Se dovessi scegliere un pezzo preferito della nuova collezione, sarebbe Toy, una luce a forma di orsetto in collaborazione con Moschino. Si inserisce facilmente in qualunque cameretta per bambini ma anche in stanze per adulti. Mi piace quando gli oggetti sono così ironici e hanno comunque un’idea di base e un aspetto molto semplici.

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© Kartell

8. Caimi Brevetti

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La cosa migliore che può capitare al Salone del Mobile è trovare nuovi fornitori che non conoscevi prima. Caimi Brevetti è una delle mie scoperte.

L’azienda ha oltre 60 anni di esperienza nel campo del benessere acustico. Hanno avuto l’accortezza di creare una stanza allestita per mostrare ai visitatori quanto cambia la qualità del suono se viene aggiunto anche solo un foglio del tessuto fonoassorbente Caimi. Il risultato era notevole. Inoltre, sono stati i primi in Italia a brevettare questo tessuto e il prodotto è ancora leader nel mercato per qualità e bellezza.

Ecco i miei due pezzi preferiti della nuova collezione:

© Caimi Brevetti

Botanica è una scultura fonoassorbente di Mario Trimarchi. Prende ispirazione dalla volta di un grande albero e risolve tutti i problemi legati al suono. Allo stesso tempo è un vero e proprio elemento decorativo. Penso sia fantastico che questa azienda presti così tanta attenzione all’estetica dei prodotti commerciali.

© Caimi Brevetti

L’altra che mi piace davvero è questa serie di pannelli fonoassorbenti, creati con i disegni di Giò Ponti. Per loro, la serie è un esempio di come sia necessario un dialogo tra arte e industria e dovrebbe essere la base per qualsiasi prodotto in serie.

I bellissimi pannelli minimalistici sembrano opere d’arte. Sarei felice di averli appesi a casa mia. Chi potrebbe dire che sono “solo” pannelli fonoassorbenti?

9. Republic of Fritz Hansen

Un’altra bella notizia è che non solo avrei intervistato Paola Navone martedì, ma avevo anche un appuntamento per intervistare Christian Andersen (capo design a Republic of Fritz Hansen) il giorno seguente. Così ho deciso di visitare il loro stand e guardare la nuova collezione in anticipo.

Ci sarebbe molto da dire, specialmente sulla nuova collaborazione tra Nendo e Fritz Hansen che puoi trovare a questo link, ma qui voglio mostrarti la loro collezione New Objects.

© Republic of Fritz Hansen

Una cosa di cui io e Christian abbiamo parlato durante l’intervista sono le tendenze. Lui ha detto che Fritz Hansen non è un brand che necessariamente segue la moda. Lo scopo principale è che i prodotti siano duraturi, al di là delle tendenze che invece cambiano spesso.

Puoi leggere l’intera intervista sull’e-book di Italianbark.

Ma poi ha detto che, nonostante la semplicità di questa scelta, in realtà portarla avanti è difficile: “Come fai a fare un prodotto che non è di moda in quel periodo ma è comunque attraente?”. E questo è il motivo per cui stanno osservando con più attenzione le esigenze del mercato.

La collezione New Objects è progettata per le persone che vogliono avere un pezzo di Fritz Hansen nelle loro case. Ma non vogliono impegnarsi in un acquisto più costoso.

Gli accessori che mi sono piaciuti tra gli altri sono: un cestino in legno e impiallacciato (più facile da spostare rispetto ai tradizionali portariviste), lo sgabello High Dot che è una riprogettazione contemporanea dello sgabello Dot a tre gambe di Arne Jacobsen degli anni ’50, sedie per bambini e tavolini pieghevoli.

© Republic of Fritz Hansen

Che ne pensate? Sono riusciti a trasmettere la loro attenzione all’artigianato, alla qualità e alla bellezza anche negli accessori? Io credo di si.

10. DePadova

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Sono una persona che ama i dettagli. Posso facilmente rimanere imbambolata nel più piccolo dei dettagli e perdere la visione generale. Quando cucino, trascorro una quantità ridicola di tempo a tagliare la verdura in piccoli pezzi che abbiano stesso volume e forma. Solo per il gusto di farlo, nessun altro ci tiene.

Quando progetto o visito fiere di design, posso trovare molta ispirazione anche in un piccolo angolo. Lo stand De Padova mi ha regalato un sacco di questi piccoli angoli di ispirazione!

I loro mobili sono molto minimali a colpo d’occhio. Ma poi ci sono molti dettagli sorprendenti, come il bordo dello specchio in alto.

Ho anche apprezzato il modo in cui hanno arredato il loro stand perché c’erano molti accessori antichi come vecchi libri, stampe artistiche (semplicemente appese con nastro adesivo nero, che io adoro) e persino un set di sci antichi e elettrodomestici degli anni ’70. Tuttavia, l’aspetto generale era elegante e contemporaneo. Un paradiso terrestre insomma!

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Un sacco di ispirazione, no? Alcune cose sono molto diverse l’una dall’altra. Ma a me piacciono i dettagli di buona qualità e i materiali innovativi a prescindere dallo stile… Purché sia ​​moderno e non troppo femminile 😉

Mi piacerebbe davvero vedere cosa accadrebbe mescolando alcuni di questi pezzi. Ad esempio, vedreste bene le poltrone giapponesi di Finn-Juhl e il pavimento in legno nero stile rock di Diesel Living utilizzati nella stessa stanza?

Lasciate un commento e ditemi la vostra!

 

Se non diversamente specificato, tutte le immagini © Martina Pardo – A Designer At Heart

Sono Martina, una designer italiana che vive a Londra. Passo il mio tempo a progettare interni o scriverne. Oltre a questo mi piace viaggiare e puoi facilmente incontrarmi mentre vago per le strade dell’East End londinese, bevendo caffé e fermandomi a ogni negozio di libri che trovo!

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